Il Commento di Osho

E adesso la storia di Mojud che deve essere assaporata, gustata, digerita molto lentamente. Il titolo è: L’uomo dalla vita inesplicabile.

 

La vita è sempre inesplicabile, se la vivi. Se sei vivo davvero, c’è qualcosa di misterioso che la riguarda e che non può essere spiegato in alcun modo. Nessuna spiegazione possibile. Se puoi spiegare la tua vita, significa semplicemente che sei morto e non sei vivo. Se riesci a trovare un uomo che possa spiegare la sua vita dall’inizio alla fine, logicamente, puoi essere certo che deve essere un computer, una macchina, ma non certo un uomo vivo.

Solo le cose morte possono essere spiegate dall’inizio alla fine. La vita è un mistero e quindi quando uno è vivo è anche misterioso. Quando incontri una persona che è viva, puoi cogliere del mistero, qualche fenomeno inspiegabile. Sei toccato da qualcosa che non riesci a definire. La vita non è riducibile a matematica, la vita rimane intrinsecamente poesia. È bellezza da vedere, non fatti che devono essere spiegati.

 

C’ERA UNA VOLTA UN UOMO CHIAMATO MOJUD …

La parola “mojud” è molto bella e significa due cose: letteralmente vuol dire uno che è presente. Mojud significa uno che ha una presenza interiore, che è consapevole, che è sveglio e all’erta.

E il secondo significato deriva dal primo: uno che vive nel presente, che è presente nel presente. Si tratta di due aspetti dello stesso fenomeno. Se sei presente dentro, se c’è una presenza di consapevolezza, la seconda cosa accade automaticamente, sarai presente al presente. Non avrai più passato, non avrai alcun futuro, avrai solo questo momento. E questo momento è vasto, questo momento è enorme, questo momento ha in sé l’eternità. Solo coloro che vivono nel presente, solo coloro che sono presenti al presente conoscono l’eternità, sanno cos’è una vita senza la morte, conoscono il mistero, il mistero inesplicabile.

 

Ma anche se lo conosci non sarai in grado di spiegarlo a nessun altro. Puoi indicarlo, dire come si fa a raggiungerlo, ma non sei in grado di dire cos’è. E non sai dire perché esiste. Non c’è perché, esiste semplicemente. Senza alcuna spiegazione la vita esiste. Non c’è alcun perché.

I filosofi continuano a pensare: perché? perché? perché? E continuano a creare sistemi per rispondere ai perché, ma nessuna risposta è mai stata vera e non sarà mai vera, perché la tua domanda è sbagliata fin dall’inizio. Quando fai una domanda sbagliata, non potrai mai avere una risposta giusta. Una domanda sbagliata ti porterà risposte sbagliate. “Perché” è una domanda sbagliata.

 

La scienza non chiede perché e nemmeno la religione chiede perché. La religione è la scienza dell’interiorità, e la scienza è la religione del mondo esteriore. Tra le due c’è la filosofia, proprio nel mezzo. Si chiede perché e diventa molto contorta, diventa molto confusa. Perché non può essere chiesto e non dovrebbe essere chiesto.

Anche se trovassi qualche spiegazione al perché, poi dovresti di nuovo porre la domanda: perché esiste il mondo? Qualcuno potrebbe dire: l’ha creato Dio, e allora sorgerebbe la domanda: perché Dio l’ha creato? Al che qualcuno potrebbe rispondere: per questa o quella ragione. E ancora si può chiedere la stessa domanda di nuovo, e ancora di nuovo, e ogni risposta spinge la domanda precedente un po’ più in profondità, ma la questione non è mai risolta.

 

Perché? È una domanda irrilevante. Con il perché entri nella filosofia. La religione non chiede perché. Non chiede nemmeno “cosa?”, ma chiede solo: come? Anche la scienza chiede “come?” e così la scienza diventa tecnologia e la religione diventa Yoga, Tantra, Sufismo, Zen. Queste sono le tecnologie del mondo interiore.

 

C’ERA UNA VOLTA UN UOMO CHIAMATO MOJUD. VIVEVA IN UNA CITTÀ DOVE AVEVA OTTENUTO UN POSTO DA PICCOLO FUNZIONARIO E SEMBRAVA PROPRIO CHE AVREBBE CONCLUSO LA SUA VITA COME ISPETTORE DI PESI E MISURE.

 

É così che milioni di persone terminano le loro vite, come Ispettori di Pesi e Misure. Qualcuno finirà come capoufficio in qualche ufficio scalcinato, qualcun altro finirà la sua vita come capostazione, qualcun altro come uomo d’affari, qualcuno finirà come professore e tutte queste cose sono semplicemente futili. E non sto dicendo che non devi diventare un capostazione, ma non finire li la tua vita. Anche se sei diventato Ispettore di Pesi e Misure, cosa hai raggiunto? Cosa hai ricavato dalla vita? Qual è la tua realizzazione? Hai vissuto senza vivere davvero. Puoi avere uno standard di vita senza che ci sia davvero nessuna vita dentro.

 

E così la gente pensava che Mojud avrebbe terminato la sua vita come Ispettore di Pesi e Misure. Ma Mojud era un tipo di uomo diverso, diverso perché aveva presenza. In profondità, senza che nessuno lo sapesse, deve aver meditato. La sua vita esteriore era una cosa e la sua vita interiore era un’altra. Deve essere andato sempre più in profondità dentro il silenzio, deve essere diventato sempre più distaccato dai pensieri – solo allora sei presente.

 

I pensieri ti distraggono dal presente. I pensieri diventano nubi sul tuo essere e tu perdi contatto e sei disconnesso dal presente. I pensieri non sono mai del presente, non possono essere del presente, sono solo del passato o del futuro.

Se quest’uomo era davvero un uomo di presenza, questo significa che di notte, quando tutti erano profondamente addormentati, lui stava meditando, senza dirlo a nessuno. Stava osservando, si muoveva nel mondo ordinario ma come un testimone, attento, un osservatore. E quell’osservatore ha via via creato in lui la presenza, fino a trasformarlo in una presenza luminosa. E da qui il nome Mojud.

 

UN GIORNO MENTRE STAVA CAMMINANDO NEI GIARDINI DI UNA VECCHIA DIMORA VICINO A DOVE ABITAVA, GLI APPARVE KIDHR, LA MISTERIOSA GUIDA DEI SUFI …

 

Una cosa da capire è che Kidhr è solo un nome, il nome della tua realtà più intima. Quando il tuo centro comincia a sussurrare cose alla tua periferia, allora si tratta di Kidhr. Quando il tuo essere fondamentale comincia a parlare al tuo essere non fondamentale, quando la tua essenza parla al non essenziale, allora è Kidhr che ti sta parlando. Ed è solo una metafora, Kidhr non è qualcuno al di fuori di te. Quando diventi silenzioso, quando sei presente, quando diventi mojud, arriva il momento in cui la tua Guida Interiore comincia a parlarti. Quella guida interiore è conosciuta come Kidhr.

 

… KIDHR GLI APPARVE VESTITO DI UN VERDE SCINTILLANTE

 

Il verde è il colore dei Sufi e rappresenta la vita: il verde degli alberi, il verde della vegetazione. Significa freschezza, vitalità, rappresenta silenzio e pace, e i Sufi hanno scelto il verde come loro colore simbolico. Semplicemente guardando al verde percepisci una sorta di pace che ti circonda. È per questo che è così entusiasmante andare in montagna. Semplicemente sedersi vicino a una foresta circondati dai grandi e misteriosi alberi è estremamente significativo. Ti rende di nuovo primitivo, primordiale. Ti ricorda il silenzio primordiale della giungla, ti ricorda che anche tu una volta eri un albero, silenzioso come un albero, radicato come un albero.

 

KIDHR DISSE “UOMO DALLE BRILLANTI PROSPETTIVE!”

 

E ricorda, ogniqualvolta la tua essenza più intima ti parla, si esprime sempre in questo modo “Uomo dalle brillanti prospettive” perché non è mai esistito un uomo che non avesse brillanti prospettive. Magari non ci arriverai, ma questo è un altro discorso, però è il tuo destino. Avresti potuto arrivarci, e se manchi l’obiettivo la responsabilità è completamente tua. Il seme c’era, ma tu non l’hai aiutato a crescere. Altrimenti sarebbe diventato un grande albero sul quale migliaia di uccelli avrebbero fatto il loro nido e alla cui ombra migliaia di viandanti avrebbero potuto riposare, e i fiori sarebbero sbocciati e l’esistenza avrebbe celebrato attraverso di te.

Se non diventi un albero la responsabilità è solo tua. La natura ti ha fornito tutto quello che era necessario. Ogni uomo è un uomo dalle brillanti prospettive perché ogni uomo ha il potenziale per fiorire infine come Dio.

 

KHIDR DISSE, “UOMO DALLE BRILLANTI PROSPETTIVE! LASCIA IL TUO LAVORO E INCONTRIAMOCI TRA TRE GIORNI SULLA RIVA DEL FIUME” E POI SCOMPARVE

 

Quando la tua meditazione va in profondità, allora questo accade ripetutamente. Arriva un momento nel quale la tua circonferenza e il tuo centro sono molto vicini e tra di loro non c’è barriera alcuna, nemmeno un velo e allora puoi sentire il centro chiaro e forte.

E poi arrivano di nuovo le nuvole, e di nuovo le vecchie abitudini e i pensieri si fanno avanti, intasando le tue vie interiori e così centro e circonferenza si ritrovano di nuovo distanti.

Accadrà molte volte anche a te, accadrà molte volte a quelli che mi stanno intorno. Molte volte ti accadrà di essere così vicino al centro da sentirti quasi illuminato.

Sentirai di essere arrivato, e poi di nuovo ti sentirai perso. È naturale. Prima che si stabilizzi per sempre, accadrà molte volte.

Prima di arrivare al Samadhi supremo, accadono migliaia di Satori: piccoli bagliori, la finestra che si apre e poi si richiude. All’improvviso si spalanca una porta, hai una visione e c’è una esperienza illuminante, e poi di nuovo se ne va e torna l’oscurità.

 

MOJUD ANDÒ TREPIDANTE DAL SUO SUPERIORE E DISSE CHE DOVEVA ANDARSENE.

 

Quando il centro parla alla circonferenza per la prima volta, sarai trepidante e preda di un tremore continuo. Ti sembrerà che stai per morire, ti chiederai “Cosa mi sta succedendo? Sto diventando pazzo, sto perdendo la ragione? Quando il centro ti parla per la prima volta non sai capire di cosa si tratta. Quella voce non l’hai mai sentita prima perché non hai mai pensato che ci potesse essere qualcuno che viveva dentro di te. Non avevi mai pensato che sarebbe arrivata una voce interiore. Sei così preso dall’esterno! con le voci che vengono da fuori, quelle dei genitori, degli insegnanti, dei preti.

 

Qui c’è un uomo che sembra ossessionato dalla madre e continua a chiedere, a fare domande. E ora fa questa domanda: chi è più importante, la madre o il maestro?

Se la madre dicesse, “uccidi il maestro”, dovrei eseguire l’ordine di mia madre?

O se fosse il maestro a dire “uccidi tua madre” in quel caso, a chi dovrei obbedire?

Quest’uomo sembra essere ossessionato con la madre e sarà necessario che uccida sua madre. Questo è ciò che Gesù intende quando dice “a meno che non odiate vostro padre e vostra madre e i vostri fratelli, non potrete seguirmi”.

 

Si tramanda anche un caso che è ancora più strano e radicale.

Un discepolo del Buddha stava accomiatandosi, era in partenza per un pellegrinaggio verso località remote per diffondere la parola del Buddha.

Toccò i piedi del Buddha e poi rimase ad aspettare la sua benedizione. Buddha lo benedisse e poi rivolto all’assemblea dei monaci disse “guardate fratelli, questo è un raro discepolo! E cos’è questa rarità? Lui ha ucciso sua madre e suo padre!”

 

Non aveva mai detto prima una cosa del genere, e nessuno avrebbe potuto immaginare che quest’uomo potesse uccidere sua madre e suo padre.

Era una delle persone più silenziose, pacifiche ed amorevoli che avessero mai visto. Era l’incarnazione della compassione.

Qualcuno chiese ”non capiamo, cosa intendi quando dici che ha ucciso suo padre e sua madre?”

E Buddha disse “esattamente quello: lui ha ucciso le voci di sua madre e di suo padre dentro di sé, la voce dei genitori.”

Quella voce è profondamente radicata dentro di te.

 

Quest’uomo continua a chiedere della madre e del maestro… e la mia sensazione è che abbia paura. È diventato un sannyasin e ora ha paura di tornare a casa e ha paura di sua madre. Adesso è molto teso.

 

Una volta che hai scelto un maestro, nient’altro è più rilevante. Madre, padre, niente è più rilevante del maestro. Se non hai scelto un maestro allora loro sono rilevanti. Il maestro necessariamente ti dirà “uccidi tuo padre e tua madre”, non letteralmente, ma psicologicamente.

E arriverà un giorno in cui il maestro dovrà dirti “e adesso uccidi anche me”.

 

È questo ciò che dice Buddha.

Un giorno ha parole d’apprezzamento per l’uomo: “ecco un raro sannyasin, un raro discepolo che ha completamente ucciso suo padre e sua madre”. E poi, un altro giorno dirà ”se mi incontri sulla tua strada, uccidimi! Se un giorno io sarò un ostacolo tra te e la meta ultima, uccidimi, distruggimi!”

 

Due sono le cose che un maestro deve insegnare: prima deve insegnarti l’assassinio – uccidi tuo padre e tua madre, uccidi i tuoi insegnanti, uccidi i tuoi preti – e poi un giorno deve insegnarti a uccidere lui stesso, così che tu possa muoverti in assoluta libertà, così che nemmeno il maestro possa più essere una barriera.

 

Quando il centro ti parlerà per la prima volta ci sarà necessariamente molta agitazione, caos, perché tutto quello che era sistemato sarà di nuovo in subbuglio, e tutto quello che era consolidato sarà rimesso in discussione e tutto quello di cui eri sicuro non sarà più sicuro per niente, e tutto quello che ritenevi significativo non avrà più significato. Ogni cosa sarà capovolta perché l’approccio del centro alla realtà è totalmente diverso da quello della circonferenza. Quando il profondo parla a ciò che è in superficie, ci sarà sempre grande trepidazione.

 

MOJUD ANDÒ DAL SUO SUPERIORE CON TREPIDAZIONE E GLI DISSE CHE DOVEVA PARTIRE

 

Ecco, non esiste alternativa. Se sei radicato nella Presenza, se sei una persona meditativa e il centro ti parla e Kidhr si fa vivo – Kidhr significa la tua Guida Interiore – quando Kidhr appare e ti dice “adesso fai questo!” se sei un uomo di Presenza dovrai farlo, anche contro la tua volontà, anche contro te stesso. E ve lo dico, molti dei miei sannyasin sono qui malgrado la loro volontà!

 

Ad esempio c’è Ashoka. Lui ha combattuto contro di me per anni, per non diventare un sannyasin. Però è diventato un sannyasin, doveva diventarlo, ma continua a combattere! Il vecchio non è ancora sparito del tutto, e ci sono momenti nei quali il vecchio si fa avanti e cerca di prendere le redini. Lui è un sannyasin contro la sua volontà! E ce ne sono molti, è un fatto naturale, perché sei così identificato con la circonferenza che quando cominci a sentire la voce dal centro, sorge un problema: chi scegliere, la madre o il maestro? Gli insegnanti o il maestro? Il passato o il presente? Chi scegliere?

Fino a quando non senti alcuna voce che viene dal centro, non c’è alcun problema di scelta. Ci sono delle cose che devi scegliere, ma riguardano tutte la superficie: quale vestito indossare oggi, quale film vedere e quale lasciar perdere, quale libro leggere e quale comperare – cose di questo genere, scelte irrilevanti. Che tu vada a vedere questo o quel film non fa differenza. Che tu indossi un vestito o un altro non fa differenza. Che ti innamori di questa donna o di quell’altra, di questo o quell’uomo, non fa davvero molta differenza.

 

Ma quando senti la voce dal centro, allora sei diviso tra due mondi, due mondi che sono irreconciliabili. L’abisso è profondo e tu sei lacerato. Ti ritroverai in un grande caos. Ma se sei un uomo di meditazione, allora e solo allora sarai in grado di assorbire il caos e ricavare ordine dal disordine.

Da qui la mia insistenza per la meditazione, perché se non sei in profonda meditazione non sarai in grado di comprendermi e non sarai in grado di venire con me

 

Ci sono persone, particolarmente gli indiani, che vengono qui e dicono “Satsang (essere alla presenza del maestro) è sufficiente. Noi vogliamo semplicemente essere presenti con te, perché dovremmo fare le meditazioni?” Non capiscono che non possono essere alla mia presenza perché ancora non sono presenti a loro stessi. Loro non sono Mojud. Semplicemente sedere al mio fianco non è il vero satsang, perché puoi stare seduto al mio fianco e pensare mille e uno pensieri. Potresti essere qui fisicamente ma non esserlo per nulla psicologicamente. Potresti essere da qualunque parte nel mondo, potresti essere su qualche altro pianeta. E quello non è satsang.

Se non sei presente qui, non solo fisicamente ma anche psicologicamente, a meno che la tua intera presenza mi circondi, a meno che tu sia veramente qui in questo momento, connesso, collegato – solo quando tutto questo è presente, solo allora c’è satsang. Ma perché questo accada dovrai passare attraverso le meditazioni. E le persone sono pigre, vorrebbero Dio in dono senza nemmeno cercare di essere degne di riceverlo.

 

Mojud disse che doveva partire.

BEN PRESTO IN CITTÀ TUTTI SEPPERO LA NOTIZIA E DISSERO “POVERO MOJUD, È IMPAZZITO!”

 

Questo è ciò che dicono sempre dei meditatori. Ricordalo, lo diranno anche di te, probabilmente l’hanno già detto. “Povero Mojud!” Dicevano “è diventato matto!” perché ognuno al mondo pensa di essere sano di mente. La gente non riesce a capire perché uno dovrebbe meditare. Per cosa? Queste persone chiedono continuamente a chi medita o prega “Perché? In cosa ti stai invischiando, per cosa? Perché sciupi il tuo tempo restando seduto in silenzio a osservare il tuo ombelico? Non sciupare il tuo tempo, il tempo è denaro! Potresti fare un sacco di cose, puoi avere di più, puoi possedere di più. Non perdere tempo, il tempo perso non lo recuperi più. E poi cosa fai  seduto in silenzio a occhi chiusi? Apri gli occhi e comincia a competere nel mondo! Questo mondo è una lotta per la sopravvivenza, quelli che siedono in silenzio e meditano sono perduti. L’unico modo di ottenere qualcosa è combattere, essere aggressivi! Non essere passivo.”

 

Ricorda che ci sono due modi di vivere la vita: attraverso l’azione e attraverso la non-azione. La modalità attiva crede nell’azione, la modalità non attiva crede nella ricettività. Meditazione è una modalità non attiva, quella che i cinesi chiamano wei-wu-wei, azione senza azione, azione attraverso l’assenza di azione, fare senza fare nulla. Meditazione è una modalità inattiva, mentre il mondo è pieno di gente che vive solo con una modalità attiva. E l’uomo che vive nella modalità attiva non è in grado di capire cosa succede dentro una persona che è entrata nella modalità inattiva.

Ora Mojud sta entrando nella modalità non attiva, e questa è una rivoluzione. Ha visto il mondo, ha agito in molti modi, ha fatto molte cose e ora sa che se continuerà a fare quelle stesse cose finirà la sua vita come Ispettore di Pesi e Misure.

E questo per lui non ha più alcun interesse. Ora vuole vedere, vuole essere, vuole conoscere ciò che è. Prima che la morte lo colga vuole conoscere qualcosa di ciò che non muore. Rischia.

E la gente non può far altro che pensare “povero Mojud, gli ha dato di volta il cervello.”

 

MA POICHÈ C’ERANO MOLTI CANDIDATI PER IL SUO LAVORO, BEN PRESTO SI DIMENTICARONO DI LUI.

 

È così che succede. Se diventi un meditatore, per qualche giorno le persone penseranno che sei impazzito ma poi si dimenticheranno. Hanno mille e una cosa a cui pensare, non possono continuare a pensare a te. Danno per scontato che tu sei pazzo. Allora, visto che sei pazzo perché mai dovrebbero continuare a pensare a te?

Se rinunci, se te ne vai, se cominci a muoverti verso la modalità della non-azione, per qualche giorno andranno avanti a pensare a te e poi tutto il clamore si placherà perché ci sono sempre fin troppi candidati per il tuo posto. Quando muori, il tuo posto viene immediatamente rimpiazzato. Tutto quello che possiedi al mondo lo possiedi in contrapposizione agli altri. Stanno solo aspettando la tua morte. Muori e la tua casa verrà occupata da qualcun altro, il tuo posto verrà preso da qualcun altro, il tuo conto fiume diventerà a nome di qualcun altro. Stanno solo aspettando. In realtà stanno cominciando a preoccuparsi “come mai tiri avanti così a lungo? Perché non te ne vai?” Ciascuno è interessato alla morte di qualcun altro perché la vita è una tale spietata competizione. Una competizione assassina!

 

E così, ben presto si dimenticarono di lui.

 

NEL GIORNO PRESTABILITO, MOJUD INCONTRÒ KIDHR CHE GLI DISSE “STRAPPATI I VESTITI E GETTATI NEL FIUME. FORSE QUALCUNO TI SALVERÀ”

 

Le parole sono molto significative.

Kidhr dice “strappati i vestiti e gettati nel fiume”

Questo è ciò che io continuo a ripetervi. Viene detto a molti, ma solo pochi ascoltano. Molti sono i chiamati, ma solo pochi quelli che vengono.

Ora, senza alcuna ragione il povero Mojud arriva e Kidhr semplicemente gli dice questo:

“STRAPPATI I VESTITI E GETTATI NEL FIUME”

 

Solo pochi giorni fa, Sharda, una donna bellissima è diventata sannyasin. Il giorno seguente mi ha scritto: “è stato veloce ed efficiente”, aggiungendo che lei non era pronta per diventare sannyasin, che io l’ho sedotta al sannyas. Evidentemente deve aver sentito che era stata sedotta a prendere il sannyas. Quand’è venuta, non ne aveva un conscio desiderio. C’era però un desiderio inconscio, altrimenti non l’avrei spinta. Ma successivamente si deve essere chiesta “cos’è successo?” com’è che era diventata una sannyasin. Lei conosce bene il mondo, è un’esperta di finanza, e naturalmente è saggia rispetto alle cose del mondo. Deve aver pensato che il tutto era stato veloce ed efficiente, che lei in realtà non voleva diventare una sannyasin ma adesso lo è diventata. Però è anche intelligente e ben presto ha capito che non sono stato io a spingerla nel sannyas. Stavo soltanto rispecchiando la sua guida interiore. Ecco quello che stavo facendo.

Un maestro esteriore non è altro che un riflesso di Kidhr.

 

Poiché non riesci a capire la tua guida interiore, ti serve un maestro dall’esterno. E non sei in grado di capire la tua guida interiore perché non conosci il suo linguaggio. Quelle parole, quei simboli, quelle metafore, quei sussurri, quei suoni ti sono totalmente sconosciuti. Sei completamente inconsapevole di come la tua guida interiore ti fa arrivare il suo messaggio. Il maestro esteriore è solo uno schermo sul quale tu proietti il tuo Kidhr. E il maestro esteriore ti aiuta a capire il tuo maestro interiore. Quando hai capito il tuo maestro interiore alla perfezione, a quel punto il maestro esteriore dice “se mi incontri sulla tua strada, uccidimi.”

 

Ora, Kidhr gli da queste indicazioni senza nemmeno spiegargli quello che accadrà, senza motivarlo rispetto a quello che accadrà, senza chiarire il perché, perché dovrebbe strapparsi i vestiti e gettarsi nel fiume.

Non c’è perché. Se vivi con un maestro, non c’è perché. Solo allora sei con un maestro.

 

“STRAPPATI I VESTITI E GETTATI NEL FIUME.”

Ma non gli dice solo questo, aggiunge

 

“FORSE QUALCUNO TI SALVERÀ.”

Non c’è nemmeno una garanzia.

 

Il maestro parla sempre con il linguaggio del “forse”, perché se il maestro dicesse che è garantito allora non avresti bisogno di aver fiducia. In quel caso la sua garanzia funzionerebbe al posto della tua fiducia. Ti fideresti della garanzia e non del mistero della vita e dei suoi processi. Il maestro dice sempre “forse.”

Le persone vengono da me e dicono “se diventiamo sannyasin, riusciremo a illuminarci?” Io dico “forse, forse si e forse no, chi lo sa?” devo usare quel forse.

Devo darti questa sensazione di forse perché solo allora sarai in grado di rischiare.

Se hai la garanzia, la garanzia al 100%, dov’è allora il rischio? Dov’è il bisogno di fiducia? Nulla può essere garantito, tutto rimane possibile. Ecco perché nel sannyas, nella meditazione, nel cammino spirituale entrano solo coloro che sanno osare, che hanno il coraggio di osare.

 

MOJUD LO FECE ANCHE SE SI CHIEDEVA SE PER CASO FOSSE DIVENTATO MATTO

 

Quante volte ti sei chiesto rispetto a te stesso “ma cosa ci sto facendo qui?” Torna ripetutamente alla mente, lo so: “cosa ci sto facendo qui?, in che situazione mi sono messo? Per cosa? Perché sono vestito di rosso? Perché porto al collo questo mala? Cosa sto facendo qui con questo pazzo? Chi lo sa, potrebbe semplicemente essere pazzo. Qual’è la garanzia che lui sia illuminato?”

Tutto questo è naturale. Ma quando uno ha fiducia, quando uno ama, va avanti nonostante questo. La mente continua a inseguirti e ad abbaiare come fanno i cani senza padrone, ma lentamente, con calma, se tu non le presti troppa attenzione e continui, allora quei cani rimangono indietro. Il loro abbaiare diventa sempre più distante e un giorno all’improvviso ti ritrovi da solo, la mente non c’è più. Quello è un giorno di grande gioia.

 

MOJUD LO FECE ANCHE SE SI CHIEDEVA SE PER CASO FOSSE DIVENTATO MATTO

Chi non se lo chiederebbe? Il tutto sembra così assurdo. Avrebbe potuto recarsi all’appuntamento pensando che Kidhr gli avrebbe fatto vedere qualche bagliore di Dio, o forse gli avrebbe passato la chiave che apre la porta del mistero, o forse gli avrebbe mostrato qualche tesoro. Ed ecco invece che c’è un uomo che gli dice: “strappati i vestiti e gettati nel fiume. Forse ci sarà qualcuno che ti salverà”. Tutto qui!

Ma lui lo fece. Ricorda, quando ti dico “salta nel fiume” lo so che la tua mente naturalmente opporrà resistenza, ma se riesci a farlo e solo se ci riesci, qualcosa è possibile.

 

“POICHÈ SAPEVA NUOTARE NON ANNEGÒ, MA ANDÒ ALLA DERIVA A LUNGO PRIMA CHE UN PESCATORE LO RACCOGLIESSE DENTRO LA SUA BARCA DICENDO “PAZZO! LA FIUME È FORTE, COSA STAI CERCANDO DI FARE?”

 

“Poiché sapeva nuotare…” io so che se salti dentro il fiume sarai in grado di nuotare, perché nuotare è un fenomeno naturale, e non c’è bisogno di imparare. Non sto parlando del fiume e del nuoto esteriori. Li potresti annegare. Sto parlando invece del fiume della coscienza interiore, il flusso della coscienza. Se ci salti dentro … e questo è ciò che si intende, questa è la storia parallela che devi decodificare, se ci salti dentro sei naturalmente capace: hai mai visto un pesce che impara a nuotare?

 

Una volta Mulla Nasruddin venne colto mentre pescava in un punto dove la pesca era vietata. L’ispettore era arrivato all’improvviso e così l’aveva colto sul fatto mentre stava tirando fuori dall’acqua un pesce. Quando s’accorse dell’ispettore Mulla mollò immediatamente il pesce nell’acqua e si sedette, imperturbabile. L’ispettore era in piedi dietro di lui e gli chiese: “Cosa stai facendo, Mulla?”e lui rispose ”sto insegnando a nuotare a questo pesce.”

 

Ora, nessun pesce ha bisogno che gli venga insegnato come si nuota, il pesce è nato nell’acqua e nuotare è come respirare. Chi ti ha insegnato a respirare?

E non devi avere paura: se sei pronto a fidarti, a saltare nel fiume della tua coscienza, saprai come si fa a nuotare. Al massimo può capitare che tu vada alla deriva a lungo prima che un pescatore ti raccolga. Al massimo andrai alla deriva, niente di più. Non puoi annegare, tu appartieni alla coscienza, tu sei parte di quel fiume.

 

IL PESCATORE DISSE: “PAZZO! LA CORRENTE È FORTE, COSA STAI CERCANDO DI FARE?”

“NON LO SO DAVVERO” EGLI RISPOSE.

 

Osserva la bellezza di questa risposta. Lui non sa davvero cosa sta facendo, perché non gli è stata detta la ragione. Non ha nemmeno chiesto a Kidhr “perché dovrei saltare dentro il fiume e perché dovrei stracciare i miei vestiti? Qual è lo scopo di tutto questo?” Mojud non ha chiesto quale fosse il motivo, e quella è fiducia. Quello significa entrare nell’ignoto, come continuo a dirvi. Quella è l’avventura, quella è una mente non ossessiva, quello è coraggio.

“NON LO SO DAVVERO” egli rispose.

 

E sta dicendo la verità, non lo sa. Se sai e poi fai qualcosa, quello non è coraggio. Se sai e poi fai qualcosa, quella non è fiducia, stai solo avendo fiducia in quello che sai.

Qui ci sono due tipi di sannyasin: un tipo ha fatto il salto dentro la fiume quando gli ho detto di saltare, mentre l’altro tipo pensa e rimugina, valuta i pro e i contro e poi finalmente un giorno decide. Quella decisione proviene dalla sua mente, quella decisione proviene dal suo passato, dai suoi condizionamenti. Su di lui dovrò lavorare duramente perché ha mancato la prima opportunità che gli era stata offerta. Resta aggrappato al suo ego. Quando era presente la prima opportunità, se avesse fatto il salto le cose sarebbero state estremamente semplici.

 

“SEI MATTO” DISSE IL PESCATORE” MA TI PORTERÒ CON ME NELLA MIA CAPANNA LAGGIÙ E POI VEDREMO COS’È POSSIBILE FARE PER TE”.

QUANDO SCOPRÌ CHE MOJUD ERA UNA PERSONA ISTRUITA, IMPARÒ DA LUI A LEGGERE E A SCRIVERE. IN CAMBIO A MOJUD VENNE DATO CIBO E RIPARO E INOLTRE AIUTAVA IL PESCATORE NEL SUO LAVORO. DOPO QUALCHE MESE, KIDHR APPARVE DI NUOVO, QUESTA VOLTA AI PIEDI DEL LETTO DI MOJUD, E DISSE: “ADESSO ALZATI, E LASCIA QUESTO PESCATORE. I TUOI BISOGNI VERRANNO SODDISFATTI.”

 

Adesso le cose stanno cambiando. Mojud ha fiducia ed anche la guida interiore mostra rispetto. Questa volta è apparsa ai piedi del letto di Mojud – questa è una dimostrazione di rispetto. Adesso Mojud non è più una persona ordinaria: la fiducia l’ha cambiato, l’ha trasformato. È un uomo coraggioso, audace, intrepido – si muove senza chiedere alcun perché. Sa come amare, sa come spingersi nel futuro senza portarsi i carichi del passato. E la guida interiore mostra rispetto.

 

Kidhr dice

“ADESSO ALZATI, E LASCIA QUESTO PESCATORE”

Siamo nel pieno della notte. Adesso le cose si sono sistemate, e il pescatore è molto felice. Ogni qualvolta ti sistemi, ci pensa la guida interiore a sconvolgerti di nuovo. Ogniqualvolta ti sistemi, ci pensa il maestro a sconvolgerti di nuovo perché non ti può essere permesso di sistemarti da nessuna parte prima che tu abbia raggiunto Dio. Da qui tutti gli sconvolgimenti che sono tutte tappe sul cammino. Puoi fermarti per la notte, ma al mattino devi rimetterti in marcia.

 

Nel bel mezzo della notte Kidhr dice “ADESSO ALZATI E LASCIA IL PESCATORE”. E con un maestro è sempre adesso, non è mai domani. Sarebbe stato molto più facile e compassionevole dirgli “adesso puoi riposare, ma domattina devi partire”. Ma è sempre adesso! L’unico tempo che esiste per un maestro è adesso, ora, e l’unico spazio che esiste è qui.

 

“I TUOI BISOGNI VERRANNO SODDISFATTI.”

Adesso le cose sono cambiate e Kidhr non dice “forse i tuoi bisogni verranno soddisfatti”. Cogli questi piccoli dettagli nelle parole e riuscirai a seguire lo svilupparsi del mistero della storia. All’inizio aveva detto “FORSE QUALCUNO TI SALVERÀ” e adesso dice “I TUOI BISOGNI VERRANNO SODDISFATTI”.

Cos’è cambiato? La fiducia che Mojud ha mostrato è sufficiente. Non c’è più bisogno di dire “forse”. Ha già superato la prova del “forse” e adesso è possibile dire le cose come stanno.

 

In realtà non esiste nessun forse. Se mediti, il tuo Samadhi, la tua realizzazione è garantita. Se ti innamori di un maestro vivente, l’illuminazione è garantita. Non esiste forse, ma il forse deve essere usato affinché tu abbia la possibilità di crescere in fiducia. Una volta che la fiducia è cresciuta, non serve più il forse.

 

Mojud abbandonò immediatamente la capanna. Non chiese neanche un po’ di tempo per prepararsi “Potrei partire domani. Di notte dove vado? È così buio. E che senso ha partire di notte, da che parte vado?”

No, semplicemente parte, lascia la capanna.

 

… VESTITO DA PESCATORE, SE NE ANDÒ IN GIRO FINO A QUANDO RAGGIUNSE UNA GRANDE STRADA. MENTRE L’ALBA STAVA SPUNTANDO VIDE UN CONTADINO SU UN ASINO CHE SI STAVA DIRIGENDO AL MERCATO. “CERCHI LAVORO?” CHIESE IL CONTADINO, “PERCHÉ HO BISOGNO DI UN UOMO CHE MI AIUTI A RIPORTARE INDIETRO DELLE COSE CHE DEVO COMPRARE.” MOJUD LO SEGUÌ …

 

È così che accade nel viaggio interiore. Se riesci ad aver fiducia, succede sempre qualcosa che ti aiuta nella tua crescita. I tuoi bisogni verranno soddisfatti. Qualunque cosa sei necessaria in un determinato momento ti verrà data, ma non prima. L’avrai solo quando ti servirà, e non ci sarà neanche un attimo di ritardo. Quando ti serve la ottieni immediatamente, istantaneamente. Questa è la bellezza della fiducia. E man mano impari a riconoscere i modi con cui l’esistenza si prende cura di te, come l’esistenza continua a proteggerti. Non vivi in un universo indifferente, che ti ignora. Ti preoccupi inutilmente, tutto quel che serve ti viene dato. Una volta che scatta in te questa comprensione, tutte le preoccupazioni scompaiono.

 

MOJUD LO SEGUI E LAVORÒ PER IL CONTADINO QUASI DUE ANNI. IN QUEL PERIODO IMPARÒ DAVVERO MOLTE COSE SULL’AGRICOLTURA, MA BEN POCO ALTRO.

 

Anche qui succederà la stessa cosa.

Ora, può darsi che Asheesh abbia imparato molto di falegnameria, ma per il resto? Magari Krishna è diventato una guardia perfetta, ma cos’altro? Mukta potrà aver imparato molti segreti del giardinaggio e Deeksha del cucinare, ma per tutto il resto? Questa idea è destinata a manifestarsi in molti di voi “cosa ci sto facendo qui? Sono passati tre anni e non ho fatto altro che pulire i pavimenti? E la meditazione? E l’illuminazione? E la verità ultima? Io sono venuto per questo e mi ritrovo solo a pulire pavimenti, a lavare verdure, a innaffiare le piante? E la meta reale?!”

Solo la fiducia sa che mentre tu pulisci il pavimento, anche dentro di te c’è qualcosa che viene pulito. Mentre innaffi le piante anche tu vieni annaffiato dentro, in profondità. Se hai fiducia, tutto è possibile, questa è la magia della fiducia. Far le pulizie è meditazione, cucinare è meditazione, lavare è meditazione. La meditazione non è qualcosa distaccato dalla vita, è una qualità che puoi portare ad ogni tua azione, e l’azione viene immediatamente trasformata.

 

UN POMERIGGIO, MENTRE STAVA PREPARANDO DELLA LANA IN BALLE, KIDHR GLI APPARVE E DISSE “LASCIA QUESTO LAVORO, CAMMINA FINO ALLA CITTÀ DI MOSUL E USA I TUOI RISPARMI PER DIVENTARE UN COMMERCIANTE DI PELLI”.

 

Questo è ciò che accade qui. Madhuri lavora in biblioteca. Un giorno ha inaspettatamente ricevuto un messaggio “lascia la biblioteca. Vai a fare qualche altro lavoro.”Se c’è fiducia, non ci sarà rabbia e non sarai disturbato perché qui non è che devi essere in biblioteca o in cucina, essere questo o quello. Sono tutti stratagemmi, perché tu sei qui per imparare le vie della fiducia.

 

“LASCIA QUESTO LAVORO, CAMMINA FINO ALLA CITTÀ DI MOSUL E USA I TUOI RISPARMI PER DIVENTARE UN COMMERCIANTE DI PELLI”.

Ora, lui non aveva mai fatto il commerciante di pelli, ma obbedì

 

MOJUD OBBEDÌ.

 

Questa è la definizione di discepolo: uno che semplicemente obbedisce.

A MOSSUL DIVENNE CONOSCIUTO COME MERCANTE DI PELLI, E PER TRE ANNI, MENTRE ESERCITAVA IL SUO RUOLO DI MERCANTE, NON AVEVA PIÙ VISTO KIDHR. AVEVA MESSO DA PARTE UNA GROSSA SOMMA DI DENARO E STAVA COMINCIANDO A PENSARE DI COMPRARSI UNA CASA, QUANDO KIDHR ARRIVÒ E GLI DISSE: “DAMMI I TUOI SOLDI, VATTENE DA QUESTA CITTÀ E ARRIVA FINO ALLA LONTANA SAMARCANDA E LA LAVORERAI PER UN DROGHIERE”. E MOJUD LO FECE.

 

Accadrà anche a te, molte volte perché questa storia è la tua storia: vivi nel mondo di un Sufi. Ed è per questo che ti ho detto di prestare la massima attenzione possibile, di lasciare che questa storia scenda in profondità dentro di te.

 

Ora egli aveva messo da parte una grande quantità di denaro e naturalmente stava pensando di comprarsi una casa. Inoltre, per tre anni non aveva sentito niente da Kidhr. Il momento in cui cominci a pensare di comprarti una casa, indica che stai cominciando a pensare di sistemarti. E quello è il momento in cui arriva il maestro a scombussolare i tuoi piani. Se non avesse pensato alla casa, magari Kidhr non si sarebbe fatto vivo, ma nel momento in cui aveva i soldi e poteva diventare un padrone, poteva comprarsi una casa e sistemarsi per sempre …

 

Con un maestro non puoi mai sistemarti in nulla. Il maestro deve continuare a cambiarti. Il momento in cui cominci a pensare che le tue radici possono andare in profondità nella terra, allora vieni sradicato. Nel momento in cui cominci a credere “adesso ho imparato questo lavoro e sono diventato molto efficiente”, a quel punto il tuo lavoro viene cambiato – perché non è questo l’obiettivo quando vivi nel campo d’energia del maestro. Lo scopo è di mantenerti costantemente nell’insicurezza così che un giorno tu possa imparare la bellezza dell’incertezza, così che un giorno ti dimentichi dell’idea di sistemarti e il pellegrinaggio stesso diventa la tua meta. Quando li viaggio stesso è la meta, allora quella è la vita di un sannyasin, di un meditatore.

 

KIDHR APPARVE E DISSE “DAMMI I TUOI SOLDI …”

Lavorando per tre anni consecutivamente aveva guadagnato, ma ora tutte le sue speranze vengono distrutte. E non solo gli vengono portati via i soldi, ma gli viene anche ordinato di andare il più distante possibile, alla lontana SAMARCANDA e di lavorare per un droghiere. E Mojud lo fece.

 

BEN PRESTO COMINCIÒ A MANIFESTARE INEQUIVOCABILI SEGNI DI ILLUMINAZIONE.

Ed è naturale, se la tua fiducia è così grande, quanto a lungo potrai ancora rimanere nelle tenebre? Se c’è fiducia, una fiducia così immensa, quanto a lungo puoi continuare a essere ordinario?

E attorno a lui cominciarono a succedere cose straordinarie.

 

BEN PRESTO COMINCIÒ A MANIFESTARE INEQUIVOCABILI SEGNI DI ILLUMINAZIONE.

Divenne luminoso –

…GUARIVA GLI AMMALATI, AIUTAVA I SUOI COMPAGNI IN NEGOZIO NEL SUO TEMPO LIBERO, E LA SUA CONOSCENZA DEI MISTERI DELLA VITA DIVENNE SEMPRE PIÙ PROFONDA.

 

E non gli era mai stato insegnato nulla! Cogliete il punto: non gli era stato insegnato nulla, non gli era stata passata informazione alcuna, eppure la sua comprensione dei misteri della vita stava crescendo. E non solo quello, lui stesso era diventato un mistero. Il suo tocco adesso guariva la gente e si vedeva un qualcosa che lo circondava, un aura. Ora, quando le persone si avvicinavano a lui potevano sentire di essere vicine a un’eccezionale fonte d’energia. Arrivavano da lui con mille e una preoccupazioni e d’improvviso quelle preoccupazioni sparivano. Sedendo al fianco di Mojud cominciavano a cogliere qualcosa della religione. Si manifestavano misteri profondi.

 

Ricordati che conoscenze e informazione sono cose prese a prestito. La vera religione non accade mai come conoscenza ma come rivelazione. Le conoscenze sono lo sforzo dell’uomo di conoscere aspetti della realtà. La Rivelazione è di Dio, non dell’uomo. Quando qualcuno ha sufficiente fiducia, Dio gli si rivela e dischiude i suoi misteri. Quei misteri non sono rivelati a causa della tua curiosità, quei misteri sono rivelati a causa della tua fiducia. Le conoscenze sono il frutto della tua curiosità, la saggezza proviene dalla Rivelazione.

 

A quel punto la fragranza aveva cominciato a diffondersi.

“ANDAVANO A TROVARLO PRETI E VESCOVI, FILOSOFI E MOLTI ALTRI ANCORA, E TUTTI GLI CHIEDEVANO “CON CHI HAI STUDIATO?”

 

Questa è la tipica domanda che tutti gli sciocchi fanno: “CON CHI HAI STUDIATO?” ecclesiastici, teologi, filosofi e professori, persone istruite e studiosi, tutti costoro hanno familiarità con un solo modo di conoscere, cioè il nozionismo. “Da chi hai appreso queste conoscenze, chi ti ha passato queste nozioni? Chi è stato il tuo insegnante?” non sanno che esiste una modalità di conoscenza diametralmente opposta, il vero modo di conoscere: nessuno ti passa alcuna conoscenza, ma tu diventi semplicemente sempre più silenzioso, ricettivo, sempre più femminile e leggero, e d’improvviso le cose cominciano a esserti rivelate da qualche fonte d’energia sconosciuta. Non c’è insegnante, la vita stessa diventa il tuo insegnante.

 

Mojud disse “è difficile dire con chi ho studiato. Non ho studiato con nessuno, non ho studiato per niente, non sono un uomo colto. È accaduto, questo è vero. Sono arrivato a conoscere determinate cose ma non so da chi, non so chi ha penetrato il mio essere, da dove l’aldilà è entrato in me. Non so nulla”

 

“È DIFFICILE DA DIRE…”

I SUOI DISCEPOLI CHIEDEVANO “COME HAI COMINCIATO LA TUA CARRIERA?”

E LUI”COME UN PICCOLO FUNZIONARIO”.

Ma questo è del tutto irrilevante. Non gli stanno chiedendo come ha cominciato a guadagnarsi da vivere. Stanno chiedendo “Come hai cominciato a essere un grande santo?”

Ma lui risponde “Quello non lo so. Tutto quel che so è che una volta ero un piccolo funzionario in una città e che avrei finito la mia carriera come Ispettore di Pesi e Misure.”

 

Allora i discepoli cercavano di stuzzicarlo:

“E HAI ABBANDONATO IL TUO LAVORO PER DEDICARTI ALLA MORTIFICAZIONE DELLA CARNE E DELL’EGO?”.

“NO, HO SEMPLICEMENTE ABBANDONATO IL LAVORO”.

 

Vedi il punto. Se dai qualcosa per ottenere qualcos’altro in cambio, quella non è una rinuncia. Se rinunci al mondo per ottenere il paradiso, quella non è una rinuncia, è un semplice scambio d’affari. Sei astuto, furbo e calcolatore.

Mojud dice “No, ho semplicemente rinunciato. In realtà non c’era nessuna ragione per rinunciare. In realtà… era quasi una follia rinunciare, ma bramavo a raggiungere qualcosa. Non ho rinunciato in cambio di nulla, ho semplicemente rinunciato”.

 

NON LO CAPIVANO.

Perché, se non hai un motivo, come puoi fare qualunque cosa?

Invece la fiducia sa come farti agire, anche senza avere alcun motivo.

 

LA GENTE LO AVVICINAVA PER SCRIVERE LA STORIA DELLA SUA VITA.

 

A poco a poco divenne famoso.

“COSA SEI STATO NELLA TUA VITA?” GLI CHIEDEVANO.

Ascolta la risposta, è straordinaria.

 

“MI SONO BUTTATO IN UN FIUME, SONO DIVENTATO PESCATORE, POI HO LASCIATO LA CAPANNA DOVE VIVEVO NEL BEL MEZZO DELLA NOTTE. DOPODICHÉ SONO DIVENTATO CONTADINO. MENTRE STAVO PREPARANDO DELLE BALLE DI LANA HO CAMBIATO IDEA E SONO PARTITO PER MOSSUL, DOVE SONO DIVENTATO UN MERCANTE DI PELLI. HO MESSO DA PARTE DEI SOLDI CHE POI HO DATO VIA. IN SEGUITO HO CAMMINATO FINO A SAMARCANDA, DOVE SONO ENTRATO A SERVIZIO DI UN DROGHIERE, DAL QUALE MI TROVO TUTTORA”.

E che razza di vita spirituale è questa?

 

“MA QUESTO INESPLICABILE COMPORTAMENTO NON GETTA ALCUNA LUCE SULLE TUE DOTI STRAORDINARIE E LE LORO MERAVIGLIOSE MANIFESTAZIONI”, DICEVANO I BIOGRAFI.

“SI, È COSÌ”, RISPOSE MOJUD.

E lui è totalmente d’accordo: “SI, È COSÌ”. Anche lui è perplesso, perché non ha fatto nulla di particolare per diventare spirituale. Fare qualcosa di specifico per diventare spirituali è il modo sicuro per mancare il punto. La spiritualità è un dono. Arriva a coloro che hanno fiducia. Arriva a coloro che amano, e che amano immensamente, e che amano senza motivo. Succede ai coraggiosi. Succede a coloro che hanno un grande anelito a vivere pericolosamente.

 

E FU COSÌ CHE PER MOJUD I BIOGRAFI INVENTARONO UNA STORIA APPASSIONANTE E PRODIGIOSA, PERCHÉ TUTTI I SANTI DEVONO AVERE UN’AGIOGRAFIA, E L’AGIOGRAFIA DEVE CORRISPONDERE ALLE ASPETTATIVE DEL PUBBLICO, E NON ALLA REALTÀ DELLA VITA.

 

È così che sono state create tutte le storie del mondo. Gesù non nasce da una vergine, quella è una storia creata per soddisfare le aspettative degli ascoltatori. Gesù deve essere speciale, solo allora le persone saranno felici – il loro maestro è speciale. E così tutte le religioni del mondo hanno inventato delle storie, delle finzioni. Che non sono vere, ma servono a placare le tue aspettative: “Come può Gesù avere una nascita ordinaria dal ventre di una donna? Com’è possibile che Gesù sia nato da un rapporto sessuale? Deve essere straordinario” E la verità è che Gesù era una delle persone più ordinarie, così come Buddha, così come Krishna.

Ma se entri nelle storie di questi personaggi, nessuno è ordinario. I miracoli abbondano.

Cose che non dovrebbero accadere e non possono accadere, invece succedono.

Quelle storie sono solo immaginazione per soddisfare il tuo desiderio di cose sensazionali. Le vite reali sono state offuscate e smarrite dietro quelle storie.

La persona veramente straordinaria è quella che vive in modo completamente ordinario: com’è possibile che tu viva in modo straordinario se l’ego è scomparso? Nel momento in cui l’ego scompare comincerai a vivere una vita molto ordinaria. Il maestro Zen dice “Tagliamo legna, trasportiamo acqua dalla fonte. Che Meraviglia! Com’è stupendo!” Tagliare legna? Meraviglioso? Trasportare l’acqua dalla fonte? Stupendo? Si, è così.

 

E così I biografi crearono storie sulla vita di Mojud. È sempre stato fatto nel corso dei secoli, sin dall’antichità: tutte storie inventate. Non si conosce il vero Gesù, non si conosce il vero Buddha.

 

Tutto il mio sforzo qui, è portarti la verità, farti conoscere le loro vere storie. Questa è la ragione per cui tutti si sentono offesi. I jainisti si sentono offesi da me perché parlo di Mahavira proprio com’era, non secondo le loro finzioni, e loro si sentono feriti.

Nelle loro finzioni Mahavira non ha mai sudato – in un paese come l’India! – oppure quella volta che un serpente ha morso il piede di Mahavira e invece che sangue è uscito del latte. Se nel tuo corpo scorresse latte invece che sangue, diventerebbe yogurt molto in fretta.

 

È così folle! Ma queste storie devono essere create, servono a rendere il proprio maestro speciale e superiore. Mahavira non ha mai urinato o defecato. Doveva essere puzzolente come un inferno. Ma queste sono storie, e lo stesso accade con ogni grande maestro. I biografi soddisfano i tuoi appetiti. Fanno in modo che tutta la tua voglia di sensazionalismo sia appagata, ma a quel punto tutto diventa falso.

I Cristiani sono arrabbiati con me perché parlo di Cristo come se fosse un uomo. Lo è, ma tutti gli uomini sono divini, quindi anche lui è divino! Tutti gli animali sono divini. Il suo essere divino non è per nulla speciale. È la qualità più ordinaria dell’esistenza. L’esistenza è piena di Dio, trabocca con Dio, è imbottita di Dio.

 

I Musulmani sono arrabbiati. Gli Induisti sono molto arrabbiati. Perché tutte queste persone sono arrabbiate con me? La loro rabbia è perché io distruggo tutte le loro finzioni, e loro sono diventati troppo attaccati a queste finzioni.

Ricordati, se vuoi vedere la verità, devi essere in grado di distruggere tutte le finzioni. Non credere mai ad alcuna finzione, perché è solo la libertà che ti libererà.

 

E NESSUNO HA IL DIRITTO DI PARLARE DIRETTAMENTE DI KIDHR. ECCO PERCHÉ QUESTA STORIA NON È VERA.

Ecco la bellezza dei Sufi … loro dicono che nemmeno questa storia è vera, perché nessuno può parlare di Kidhr direttamente. La guida interiore è così fine che non può essere espressa a parole, quindi qualunque cosa venga detta è solo simbolica.

 

ECCO PERCHÉ QUESTA STORIA NON È VERA. QUESTA È LA RAPPRESENTAZIONE DI UNA VITA.

È semplicemente simbolica, una parabola. Sta solo ad indicare qualcosa, è un segnale

QUESTA È LA VITA REALE DI UNO DEI PIÙ GRANDI SUFI.

La vita reale è rappresentata solo in modo figurato, simbolico, metaforicamente. Questa storia non deve essere capita letteralmente. È una storia di fiducia, non è accaduta esattamente così, non è necessario che accada proprio così. È una semplice rappresentazione.

Se ti ricordi questo, potrai cogliere un bagliore della vita reale della fiducia. E qui noi stiamo cercando di vivere questa parabola. Questa è la tua storia. Entraci dentro in questa storia, non solo le parole, ma dentro il loro significato. E vivi questa storia, perché solo vivendola potrai conoscerla.

 

Torna indietro.

3 risposte a Il Commento di Osho

  1. vimala ha detto:

    Quando hai detto che dovevamo capire il senso della storia, non ci avevo capito nulla ahah! grazie Anand per la tua splendida spiegazione, che è in grado di arrivare a tutti con parole semplici. un abbraccio Silvia Vimala

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  2. Daniela ha detto:

    Grazie per questa storia -metafora… tutto dipende dal mio atteggiamento interiore..
    dalla mia fiducia nella vita così l’ordinario diventa straordinario, carico di significato.
    Grazie davvero
    Daniela

    "Mi piace"

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